Ivano, Storia di un’Amicizia e di un Coltello

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il coltello – ultime fasi

Conosco Ivano dal 2012. Abbiamo lavorato assieme a Milano. Mi sono trovato subito in sintonia con lui. È oriundo sardo mentre io ci sono nato. Anche se io ho più padronanza della limba, lui è più sardo di me: nella passione per il mare, la pesca, le immersioni in apnea, nell’aspetto e per le tipiche pietanze sarde.

Non tanto alto, con una pelata arrivata troppo presto per l’età, la pancia, di uno che non si tira indietro ad uno spuntino. Lo so perché ne abbiamo fatto qualcuno insieme. Di suo ha una innata indole per l’azione e realizzare manualmente quello che gli passa per la testa. Le idee che raccoglie in un vecchio quaderno ad anelli. È molto abile nei lavori manuali: il fucile da pesca subacquea, che usa nella pesca in apnea, è ormai molto diverso da quello acquistato anni fa. È modificato, alleggerito, allungato, reso più efficiente e potenziato. Ha fatto tutto lui. Come molti sardi, ha la passione per i coltelli. Sa pattadesa, il tipico coltello sardo, che, si dice, non deve mai mancare dalla tasca di un bravo sardo: perché? Perché non si sa mai. Può sembrare inquietante, ma alla fine si parla sempre di tagliare una fetta di pecorino o di salamino oppure una corda. Forse più semplicemente una tradizione, che segna un’appartenenza. Come molti sardi Ivano è generoso e felice di condividere quello che fa e gli piace con chi, ai suoi occhi, se lo merita. Senza se e senza ma. Ed è così che parlando di fotografia e di coltelli, una sera Ivano mi dice: <<eh, se vuoi te ne faccio uno!>>

<< ma io ti scatto le foto, le stampo e poi ti regalo il libro>>

<<eh! Vieni da me, a Brescia, all’officina di mio zio e lo facciamo! A pranzo un pezzo di formaggio e salame con il pane e un bicchierino di vino e siamo a posto!>>

Ci sono dei momenti nella nostra vita, in cui due menti e due cuori s’incontrano per un progetto comune in perfetta sintonia d’intenti che si ricordano a lungo in quanto, almeno a me, non è successo spesso. Quando parlo di questo eccitante momento era appena iniziato il 2014.

Da allora non ci siamo visti spesso, solo due, tre volte all’anno. Questo che voglio testimoniare anche con le foto raccolte in occasione di questi incontri, è quanto rimarrà di fisico nel tempo. Acciaio e Corno che messi insieme mi ricorderanno per sempre Ivano nelle giornate trascorse nella falegnameria dello zio.

Questo spazio lo dedico a Ivano che con pazienza, caparbietà, battute esilaranti, un bicchiere di vino e un pezzo di pane, ha comunque dedicato il suo tempo libero al nostro coltello. Senza accontentarsi, tornando sui suoi passi se aveva sbagliato, riniziando daccapo quando necessario.

Grazie

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